Chiesa del Soccorso

L’isola d’Ischia viene percepita, soprattutto ad agosto, come un luogo da evitare assolutamente perché caotica, trafficata e mal frequentata.

Ma per fortuna Ischia resta un’isola straordinaria. Un’isola da conoscere, da esplorare, da vivere nei suoi luoghi sconosciuti anche ai suoi abituali frequentatori. Infatti, credo che pochi conoscano le antiche tradizioni dell’isola, i boschi di castagno, le preistoriche case di pietra, le fosse della neve, i suoi splendidi vigneti coltivati sulle “parracine” (terrazzamenti delimitati da muretti a secco), l’autentica cultura contadina ed il pane con i pomodori del “piennolo”.

Eppure sono proprio questi i valori che, per anni, hanno fatto di Ischia la dimora abituale dei grandi della cultura mondiale come Henril Ibsen, Truman Capote, Hans Werner Henze, Sir William Walton, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia e Luchino Visconti.

Per cui, spinti dal desiderio di conoscere il volto più vero dell’isola, io Brunella e il pancione di Brunella ci siamo lanciati alla scoperta di Pithecusae attraverso itinerari alternativi a quelli chiassosi ed insopportabili, ai quali, in verità e per nostra fortuna, solo pochi privilegiati hanno la forza di sottrarsi, per vivere paesaggi, panorami e atmosfere irripetibili.

E così, iniziamo la scoperta dell’isola con un’escursione nei boschi di castagno della Falanga dove, testimoni di una civiltà secolare, ci aspettano le case di pietra e le fosse della neve, arricchite da una flora straordinaria nella quale spiccano felci rare e bellissime. In realtà Brunella e il suo pancione non hanno preso parte a questa prima spedizione e, pertanto, vittima delle mie rilassanti e comode proposte è stato il prode e paziente Lello, papà di Brunella.

Golfo di Napoli

Usciamo di casa alle 7.00 del mattino del giorno di ferragosto! L’appuntamento con la nostra guida e i nostri compagni di viaggio è alle 7.30 al piazzale antistante il ristorante Bracconiere, sui Monti di Serrara Fontana.

Dopo un breve briefing, ci incamminiamo attraverso un sentiero panoramico scavato nelle le rocce. Insieme a noi ci sono numerosi “sherpa”, volontari che si incaricano del trasporto delle prelibatezze della gastronomia contadina che serviranno da ristoro a noi, novelli pellegrini delle vere bellezze dell’isola d’Ischia. Io e Lello abbiamo il delicato compito di trasportare una manciata di ponderosissime more!

Uno sherpa

Dopo circa mezz’ora di cammino attraversiamo il bosco dei Frassitelli, un bellissimo bosco di acacie che anticipa la nostra meta, il bosco della Falanga, custode di antichi castagni, bellissime felci e della storia dell’isola.

Bosco della Falanga

Bosco della Falanga

Infatti è qui che sono stati ritrovati numerosi reperti fossili marini a dimostrazione del fatto che l’isola è emersa dal mare e che la formazione del monte Epomeo è il frutto della spinta del magma dalle profondità della terra, quello stesso magma che riscalda le ricche acque termali dell’isola. Anche i segni dell’uomo sono evidenti e ben conservati. Ci imbattiamo, infatti, nelle famose case di pietra, case scavate interamente nella roccia tufacea, e nelle fosse della neve, vasche costruite con la medesima tecnica delle parracine e utilizzate per la raccolta della neve, la produzione e la conservazione del ghiaccio.

Casa di pietra

Fossa della neve

Erosione del vento e del tempo

Terminiamo la passeggiata assaggiando le prelibatezze della tradizionale cucina contadina. Insalata cafona, pane e pomodoro, frutta di stagione e tanto, ma tanto vino.

Qualche giorno dopo e questa volta con Brunella e il suo pancione continuiamo l’esplorazione circumnavigando l’isola con la macchina nei suoi luoghi più silenziosi.

Partiamo da Forio diretti subito a Campagnano, una piccola frazione del Comune di Ischia dove si può respirare sia aria di montagna che di mare.

La piazzetta di Campagnano è dominata dalla chiesa dell’Annunziata con le sue caratteristiche maioliche che ricordano tanto le tipiche azulejos portoghesi. Uscendo dalla chiesa e imboccando a sinistra la via Campagnano, si giunge in un luogo detto fuori al Rarone. Da qui si gode di uno dei più bei panorami dell’isola. Infatti, si domina per intero il Castello Aragonese e la baia di Cartaromana.

Chiesa dell’Annunziata, Campagnano.

Castello Aragonese

Ci rimettiamo in cammino e passati sotto gli archi dell’acquedotto del Buceto, la cui struttura richiama alla mente una costruzione di epoca romana, ci dirigiamo verso il Comune di Barano d’Ischia, altro borgo sul monte Epomeo.

Acquedotto del Buceto

Giunti a Barano notiamo un po’ di agitazione. Fervono infatti i preparativi per la festa di San Rocco, patrono del “centro abitato” di Barano. Sì, perché il patrono dell’intero comune di Barano è San Sebastiano.

Chiesa di San Rocco, Barano d’Ischia.

Chiesa di San Sebastiano, Barano d’Ischia.

Facciamo un giretto per il paesino e, acquistato un tipico oggetto ischitano (una ceramica tunisina presso uno stand tunisino di Ischia Expò), ci spostiamo verso Fontana, la frazione più alta del comune di Serrara-Fontana e dell’intera isola.

Nella quiete e al fresco della piazzetta di Fontana, seduti su una panchina panoramica consumiamo il nostro pranzo in compagnia di cinque abitanti e un cane.

Dopo pranzo e dopo un caffè e un gratta e vinci al tipico bar “La Baita” di Fontana siamo andati poi a conoscere l’altro pezzo del comune, Serrara che offre un panorama davvero stupefacente. Il tempo di qualche scatto alla chiesa di Santa Maria del Carmine che con le sue cupole ricorda le tipiche chiesette greche e di una sosta bancomat a Panza, ci siamo avviati verso Forio, punto di partenza e di arrivo del nostro giro dell’isola.

Chiesa di Santa Maria del Carmine, Serrara-Fontana.

Congrega dell’Annunziata, Panza.

Sulla strada del ritorno ci siamo fermati nei vari punti dai quali è possibile ammirare le bellissime geometrie disegnate dai preziosi vigneti dell’isola.

Vigneto tenuta Piromallo

E proprio mentre eravamo alla ricerca della prospettiva giusta, abbiamo ricevuto una bella ed insperata sorpresa. Qui faccio una premessa. Qualche settimana prima della partenza avevo contattato Domenico Savio, il segretario nazionale del Partito Marxista-Leninista Italiano il cui quartier generale è proprio a Forio d’Ischia. In sostanza, gli avevo manifestato il nostro interesse per il suo fervore politico e chiesto di poterlo incontrare per un’intervista ed eventualmente qualche foto.

E mentre eravamo fra i vigneti delle tenute Piromallo, ho ricevuto il messaggio con il quale Domenico Savio mi comunicava la sua disponibilità ad incontrarci l’indomani presso la sede del suo partito.

Emozionati per l’appuntamento con il leader politico siamo tornati a casa e per scongiurare una brutta figura abbiamo dato una rapida ripassatina al materialismo e all’ empiriocriticismo di Lenin.

Trovare il tempio di Domenico Savio è davvero facile. Credo sia visibile anche dal mare e, forse, anche dallo spazio. Anche il citofono e la targhetta sono inconfondibili. Arriviamo io e Lello, Brunella e il pancione non se la sono sentita di confrontarsi con idee molto radicali, alle 18.05 (l’appuntamento era alle 18.00). Tesi per le conseguenze del nostro lieve ritardo, bussiamo e timidamente aspettiamo.

Sede del Partito Marxista-Leninista Italiano

Centro Studi e d’Azione del Marxismo-Leninismo

Una decina di cani annunciano il nostro arrivo e le urla determinate di rimprovero di Domenico Savio spengono all’istante la voce dei quadrupedi.

Il compagno Domenico ci accoglie con esemplare cordialità. La casa è un vortice cromatico di rosso e giallo e in ogni angolo c’è un’edicola votiva dedicata a Marx, Engels, Stalin e Lenin.

Sala riunioni del PMLI

Periodici del PMLI

Stalin guidaci tu

Domenico, durante il mini tour, ci racconta la storia del partito dalla sua genesi, ad opera del padre, alla sua attualità, il figlio che è Direttore del Centro Studi e d’Azione del Marxismo-Leninismo. Ci mostra la ricchissima biblioteca, la sala riunioni, l’archivio, il panorama e, alla fine, il suo studio privato che custodisce una simbolo raro e prezioso del comunismo: una bandiera originale dell’Unione Sovietica con il volto di Lenin cucito sul retro, ricevuta in dono dai compagni russi al termine di uno storico congresso del partito comunista a Mosca nel corso del quale Domenico tenne un suo discorso.

Bandiera dell’Unione Sovietica

Domenico ci regala una copia del periodico Comunismo contenente un approfondimento sull’attualità di Engels e una copia di L’Uguaglianza con uno speciale su Stalin.  Lo ringraziamo per la sua generosa disponibilità e augurandogli e, visti i tempi, augurandoci l’affermazione di una sana rivoluzione socialista facciamo ritorno nel democratico caos di Forio.

Domenico Savio

I giorni successivi li abbiamo dedicati a visite un po’ meno alternative ma altrettanto belle. Il suggestivo Castello Aragonese illuminato dalla luna, la Colombaia di Luchino Visconti, la chiesa del Soccorso di Forio (simbolo dell’isola), l’Arciconfraternita di Santa Maria Visitapoveri, i giardini La Mortella con le bellissime ninfee, i giardini di Ravino con i suoi cactus, e anche qualche raro e furtivo bagno nella splendida baia di Citara.

Castello Aragonese

Villa La Colombaia

Chiesa del Soccorso, Forio d’Ischia.

Arciconfraternita di Santa Maria Visitapoveri, Forio d’Ischia.

Giardini La Mortella

Giardini di Ravino

Ischia resta un’isola davvero straordinaria, una realtà vera e palpitante. Un’isola che custodisce gelosamente angoli di mondo incontaminati, di valori forti e autentici.

Ischia è un’emozione da non perdere!

Francesco, Brunella&pancione di Brunella.

Categories: Senza categoria

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

Twitter updates

No public Twitter messages.