E’ tempo di vacanze e per molti le mete esotiche, con i loro inconfondibili profumi e colori, sono sempre più vicine.

Ma c’è da dire che non sempre occorre affrontare ore e ore di volo per conoscere culture diverse. A volte, basta immergersi nella propria città per scoprire inaspettati e autentici angoli di mondo. E Napoli, pur fra i suoi mille paradossi e difficoltà, è senza alcun dubbio la città dell’integrazione.

Per farsene un’idea si può passeggiare per le vie del centro storico dove laboriosi srilankesi, schivi cinesi, allegri sudamericani e sorridenti africani compongono, insieme ai napoletani, un incantevole mosaico.

Ma per vivere appieno le atmosfere esotiche della città e penetrare, così, nella quotidianità delle culture diverse che convivono a Napoli, è sufficiente trascorrere una domenica al bosco di Capodimonte dove intere aree vengono pacificamente colonizzate e sono civilmente custodite da famiglie di srilankesi che giocano a cricket e famiglie di sudamericani che giocano a baseball.

E così, spinti dalla curiosità e dal desiderio di assaporare il profumo delle spezie della cucina orientale e di ascoltare i suoni tipici di una calle dell’America latina e grazie al ricordo della bellissima festa di San Giovanni celebrata dalla comunità capoverdiana, domenica scorsa Brunella ed io ci siamo recati, nella quiete pomeridiana di una domenica d’estate, al Real bosco di Capodimonte.

Giunti all’ingresso siamo stati accolti, in verità, da un melting pot tutto calcistico ovvero giovani ragazzini con magliette della Roma, dell’Inter, della Juve, dell’Arsenal e del fu Cavani che giocavano a calcio (anche questa è integrazione!) ma, di mazze da cricket e da baseball neanche l’ombra.

Attirati dal suo sorriso genuino, avviciniamo un ragazzo srilankese per chiedergli informazioni sull’arena partenopea del cricket. Elandra, un giovane ventunenne di Colombo, ci fa cenno, sempre col sorriso, di seguirlo.

Durante il cammino, gli facciamo le classiche domande. Elandra lavora come badante a Castellammare di Stabia. Si prende cura di un professore di storia novantottenne tifosissimo del Napoli. Ci racconta, infatti, che non ha preso molto bene la fuga di Cavani. Elandra si sposerà l’anno prossimo con una ragazza che, sempre col sorriso, ci confessa non aver mai conosciuto. Desidera avere molti figli e vivere a Napoli dove ogni domenica trascorre il suo tempo libero con gli amici connazionali giocatori di cricket.

Dopo qualche centinaio di metri arriviamo, con Elandra e una decina di srilankesi che incuriositi dal nostro interesse si sono intanto uniti al nostro cammino, in un’area del bosco a noi, in verità, sconosciuta. Un immensa distesa di prato circondata da alberi e piena di famiglie srilankesi che, ogni domenica, armate di spezie e mazze da cricket trascorrono in armonia il loro tempo libero.

Al nostro arrivo, sono in corso diverse partite di cricket e Elandra ci spiega rapidamente le regole del gioco che, confesso, di non aver capito. Le squadre sono davvero tante e di ogni livello agonistico. C’è addirittura il Lions Cricketclub Napoli, il team campione d’Italia che si allena a Capodimonte ma che è costretto a giocare le partite di campionato a Roma perché a Napoli non c’è un campo di cricket. Ci sono tanti bambini che provano i primi colpi ma c’è, soprattutto, tanto entusiasmo e tanta voglia di sano divertimento.

Le sorprese non si esauriscono subito. Perché, fra i colpi delle mazze da cricket e le urla dei sostenitori, veniamo attratti dal suono musicale delle tipiche esclamazioni sudamericane. E seguendo i vari vamos, loco, gordo, tira la pelota panzón! e qualche matalo, ci ritroviamo catapultati in un altro angolo di mondo a noi tanto caro e familiare, l’America latina.

Infatti, in un’altra area del bosco e a pochi metri dal mondo asiatico, fra un bicchiere di rum e qualche ballo latino, è in corso una vivace e controversa partita di baseball fra i dominicani residenti a Napoli. A differenza delle composte partite di cricket, la partita di baseball fra dominicani ci ricorda molto le nostre partitelle di calcio fra amici.

Anche qui, scattiamo qualche foto e rinfreschiamo un po’ il nostro spagnolo scambiando qualche parola con il piccolo Jordi che, insieme alla nonna, segue la partita del papà.

Terminata la partita di baseball, facciamo un ultimo giretto e, salutato Elandra impegnato in una partita di calcio con alcuni amici napoletani, concludiamo una bella domenica fra sorrisi e integrazione.

Uscendo dal bosco per tornare a casa, sopra le nostre teste, scorgiamo numerosi aerei in partenza da Capodichino ma noi, per una volta, non abbiamo voglia di partire.

Francesco, Brunella e…

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